Se vogliamo tornare ad essere ciò che siamo, dobbiamo stare a casa e tenere contenuto il virus, dove si combatte oggi la battaglia più grande.

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Il virus non ha gambe proprie, usa le nostre.
Pensieri sparsi di un Sindaco.

“Quando questa storia sarà finita – esordisce Valentina Palli –  organizzerò una festa mega galattica. Ci sarà musica e ci sarà buon cibo e la gente si abbraccerà, a dismisura. Parteciperanno anziani e giovani e bambini e non ci saranno distanze di sicurezza e non ci saranno dispositivi di protezione individuale e non ci saranno paure di toccarsi, di stringersi la mano, sarà una grande enorme festa degli abbracci.
Perché noi siamo un popolo verace e stare a casa ci sta stretto perché siamo abituati a fare, a brigare, a lavorare sodo anche, siamo instancabili, siamo eccezionali, noi ci rimbocchiamo le maniche nelle difficoltà, non ci sediamo buoni e fermi sul divano. Fermarci per noi é un torto, una fatica, una pena.

E arriverà il tempo in cui torneremo a festeggiarla questa nostra indole laboriosa, questa nostra necessità di stringerci gli uni agli altri, questa nostra necessità di uscire girare fare brigare.

Arriverá quel tempo, ma non é questo. Questo é il tempo solo per ricordare, ogni giorno, che il virus non ha gambe proprie, usa le nostre. E se vogliamo tornare ad essere ciò che siamo, dobbiamo stare a casa e tenerlo contenuto lì, dove si combatte oggi la battaglia più grande”.

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