Secondo le indagini della squadra mobile, circa 45 richiedenti asilo erano costretti a raccogliere frutta e verdura fino a 80 ore a settimana per 50 euro al mese di paga

Pubblicità desktop 940x90 - mobile 480x68

Richiedenti asilo costretti a raccogliere frutta e verdura per 80 ore a settimana, pagati 50 euro al mese e costretti ad alloggiare dormendo per terra in casolari senza acqua calda. Questo è quanto è emerso dalle indagini della squadra mobile di Forlì e che ha portato all’arresto, eseguito dalla Polizia e disposto proprio dal Gip di Forlì, di 4 pakistani, accusati di svolgere il ruolo di “caporali” delle attività di sfruttamento.

La vicenda, riportata questa mattina, mercoledì 15 aprile, dall’agenzia Ansa, coinvolge anche la Provincia di Ravenna, e più nello specifico Bagnara di Romagna. Il sindaco di Bagnara, Riccardo Francone, interviene in merito: “Desidero ringraziare le Forze dell’ordine che da mesi stavano portando avanti questa complessa indagine i cui primi risultati, oggi, ci permettono di far luce sul fenomeno del caporalato che va fermamente condannato, combattuto e punito. Territori come il nostro, ritenuti tranquilli e poco avvezzi ad attività criminose, in realtà possono essere individuati come terreno fertile per chi intende delinquere, proprio perché ritenuti poco attenzionati e poco in vista”.

Intervento sull’argomento anche da parte del Presidente della Provincia di Ravenna, Michele de Pascale: “In merito alla deplorevole vicenda sullo sfruttamento di manodopera e caporalato che ha coinvolto quattro Province del centro-nord Italia, fra cui la Provincia di Ravenna, in particolare a Bagnara di Romagna, voglio ringraziare e complimentarmi con le istituzioni, le forze dell’ordine e di polizia per la pronta ed efficiente risposta che attraverso le indagini ha rivelato una situazione di gravissima illegalità, portando all’arresto di quattro persone. Voglio dirlo chiaramente, quello che è successo è inaccettabile e il nostro territorio e la nostra comunità, che si basa soprattutto sui valori come l’accoglienza, l’equità e la sicurezza sul lavoro, non può assolutamente tolleralo”.

Pubblicità box1 300x250 + box2 300x250

RISPONDI

Scrivi il tuo commento!
Scrivi il tuo nome